di Richard Linklater Gary Johnson è un timido insegnante di filosofia con l'hobby dell'informatica che saltuariamente fornisce consulenze per la polizia locale. Un giorno un agente gli chiede, a causa di sfortunate coincidenze, di impersonare un killer per incontrare qualcuno che assolda figure del genere in modo da farlo arrestarlo e prevenire i crimini. Gary pur riluttante si presta all'operazione che va a buon fine e da allora viene spesso chiamato a impersonare la figura del sicario. In questo modo diventa sempre più abile nei travestimenti e negli atteggiamenti da prendere e sviluppa una vera e propria personalità diversa da lui, Ron. Tutto va bene finché un giorno viene contattato da Maddy, una donna che vuole far uccidere il marito. L'ultimo film di Richard Linklater parte dalla storia vera descritta in un articolo di Skip Hollandsworth apparso su "Texas monthly" nel 2001 e sceneggiato dal regista e dall'interprete del film, l'ottimo Glen Powell (Tutti vogliono qualcosa, Fast food nation). La pellicola ha un buon ritmo e si segue bene, merito senz'altro del buon cast di attori poco noti che però funzionano e della scrittura del plot, a mezza via tra la commedia e il film d'azione, un melange che coinvolge e convince. Forse rispetto a altri film di Linklater (si pensi al magnifico “Boyhood”, ma anche a “Prima dell'alba”) un'opera minore, eppure accattivante e piacevole. Da vedere, al cinema. Recensione del Conte Adriano Cavicchia Scalamonti, 29.8.2024
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